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News29.09.2017

Cos’è Ethereum, la piattaforma inventata da Vitalic Buterin

 

Tutti hanno già sentito parlare di Bitcoin anche se da qualche anno il dibattito sul tema si è fatto più acceso. Tutto molto comprensibile considerato che in primavera questa criptomoneta ha superato il valore dell’oro. L’aspetto importante da comprendere è che le criptovalute, sono una forma di denaro svincolata da banche e Stati che previene ogni manipolazione speculativa.

 

Quello di Bitcoin è un meccanismo solido ma migliorabile, soprattutto per l’uso improprio che ne fa la criminalità organizzata Tra i molti tentavi di miglioramento negli ultimi mesi ne è emerso uno importante. Si tratta di Ethereum, a detta di molti il più serio competitor. Il suo ideatore è Vitalik Buterin, 24enne programmatore e scrittore russo che la inventò a soli vent’anni.

 

Ethereum è una piattaforma decentralizzata, un ‘computer’ che ‘non esiste’ fisicamente ed è anche un unico grande computer per tutto il globo, immutabile, che non può sbagliare, che non può essere fermato e che non può essere censurato. Ha il dono dell’ubiquità perché sta ovunque ci sia Internet.

 

E’ una tecnologia informatica di tipo blockchain, quindi è una piattaforma decentralizzata del Web 3.0,  che permette di eseguire programmi chiamati “smart contracts” cioè digitalizza completamente in maniera sicura, affidabile, veloce, automatizzata, low cost, la conclusione e gestione dei più svariati tipi di contratto e molte altre operazioni: dalla transazioni finanziarie ai sistemi elettorali, registrazione di nomi dominio, piattaforme di crowdfunding, proprietà intellettuale, assicurazioni, real estate, etc…

 

I contratti di Ethereum “pagano” l’utilizzo della sua potenza computazionale tramite un’ unità di conto, detta Ether, che funge da criptovaluta  e che sostiene la piattaforma. Ethereum non è quindi solo un network per lo scambio di valore monetario (come bitcoin) ma una rete per far girare contratti.

Secondo il CEO di Kraken, il prezzo di Ether è aumentato più di 10 volte rispetto a Bitcoin, che durante lo scorso anno ha “solo” triplicato il suo valore.

 

Anche se Ether e Bitcoin sono entrambi Criptovalute costruite su una tecnologia blockchain, si differenziano in diversi modi. La maggior parte di queste differenze è legata alla perfezionamento del protocollo. Grazie al modo in cui viene estratto, le transazioni possono verificarsi molto più velocemente. Ad esempio, il tempo “blocco” standard per l’Ethereum è di 12 secondi rispetto ai 10 minuti necessari per i Bitcoin. Con l’Ethereum è possibile pagare e cancellare le operazioni molto più velocemente rispetto ai Bitcoin. Inoltre,  Ethereum non ha le restrizioni automatiche sulla crescita dell’offerta che Bitcoin ha. La limitazione è dovuta alle ricompense del blocco Bitcoin che vengono dimezzate ogni quattro anni, mentre la quantità di Ether rimane la stessa e sempre disponibile ogni anno.

 

Ethereum è anche un progetto Open Source ed ogni sviluppatore è in grado di contribuire al codice sorgente.

 

Siamo dunque di fronte ad una rivoluzione epocale.  Sì, perché il sistema non serve solo a creare e scambiare valuta virtuale  ma si può usare anche per sostenere una vera e propria “nuova Internet”.

Proprio come nel caso del World Wide Web, quei paesi che decidono di essere audaci e implementano soluzioni tecnologiche prima di chiunque altro faranno avere un notevole vantaggio competitivo.

Tutto ciò ha attirato l’attenzione della Russia da sempre impegnata nell’ambizione di diventare leader dell’industria IT globale. I dettagli del recente incontro tra Putin e Buterin sono segreti, un dato però è scaturito: il Presidente è pronto a dare pieno sostegno allo sviluppo della tecnologia Blockchain. Anche Putin è quindi ufficialmente un fan della Blockchain.

 

Valentina Nespolo

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