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Digital Marketing20.07.2018

I social hanno cambiato i brand?

In un mondo sempre più digital, anche le aziende hanno dovuto ripensare la propria strategia comunicativa per tenersi stretto il pubblico di riferimento. Oltre a diffondere messaggi pubblicitari per mezzo di quotidiani, riviste e spot televisivi, negli ultimi anni si sono trovate di fronte alla necessità di sperimentare un media completamente nuovo, i social, preparandosi altresì a una forma di comunicazione completamente diversa, specie se pensiamo all’ultima novità emergente: le Instagram Stories.

 

Con appena un anno di vita alle spalle, le Instagram Stories hanno avuto un successo straordinario in tutto il mondo, tant’è che sono circa 300 i milioni di utenti che le creano ogni giorno.

 

Tra questi, non solo privati, ma sempre più brand, aziende e organizzazioni che mirano a promuoversi attraverso l’utilizzo di un format creativo, interattivo e immediato, giocando con il pubblico ma allo stesso tempo divulgando i propri messaggi.

 

Che siano case di moda, aziende di food o brand di prodotti per il tempo libero, le Instagram Stories aprono infinite possibilità di storytelling a ogni impresa, che può semplicemente presentare il proprio prodotto o servizio, mostrare il backstage di un progetto, raccontare un evento in diretta, lanciare un contest o comunicare promozioni.

 

Instagram è infatti il secondo medium più utilizzato in Italia, con ben 14 milioni di utenti attivi.

 

Secondo Morgan Cornelius, Product Marketing Manager di Instagram, gli utenti si aspettano due cose molto diverse dalle aziende, su questo social:

- foto stimolanti

- autenticità.

Questo combo permette ai fruitori di avvicinarsi al brand, e al brand di trasmettere la propria identità ai clienti.

 

Internet ha infatti riscritto le leggi della comunicazione aziendale, mettendo al centro non più i servizi, ma i contenuti, il più possibile freschi, originali e utili agli utenti, ma soprattutto interessanti, con una storia da raccontare al fine di creare engagement.

 

Riflettendo su come si è arrivati a questo, forse la vera ragione è che è il contesto a essere cambiato. Se in passato il budget veniva speso quasi tutto in pubblicità, ora sono sufficienti contenuti poco costosi – purché creativi –, che riescano a creare un’esperienza negli utenti.

Il nocciolo della questione, insomma, è massimizzare l’investimento nei contenuti per avere un ritorno in termini di coinvolgimento da parte del pubblico, su quanti più canali possibili.

Una volta che l’azienda sarà riuscita a far sentire l’utente parte del suo mondo, avrà superato la prova e potrà sopravvivere.

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